Tipi di edifici sacri

Mausolei

I mausolei sono il tipo di edificio più comune nell’architettura yazida (Fig. 2). Sono molto numerosi in tutti i territori occupati dagli Yazidi e sono importanti per la loro varietà e perché sono i principali luoghi di preghiera nel patrimonio architettonico yazida. Ciascun villaggio yazida nell’Iraq settentrionale ha il proprio mausoleo (Fig. 46). La funzione di questi edifici sacri è legata alle pratiche funerarie; sono infatti luoghi adibiti alla sepoltura, ma sono anche considerati luoghi di preghiera. Proprio riguardo a questo sono venerati in quanto tombe dei santi, che sono considerati dei personaggi storici, importanti per la fondazione e lo sviluppo della religione yazida, oppure sono persone che sono state fatte martiri per la causa yazida. Questi mausolei sono quindi centri di pellegrinaggio e sono visitati in occasione di cerimonie o rituali importanti, quali matrimoni, festività, malattie, morte. Negli edifici vengono consumati dei pasti rituali e sono recitate preghiere per le anime dei defunti. In questi si pratica anche il sacrificio di animali, si celebrano i lutti e si illuminano le lampade ad olio nelle nicchie della stanza principale dell’edificio, e proprio durante questi riti si recitano canti sacri e preghiere (Açıkyıldız 2015: 146).

Nell’Iraq settentrionale i mausolei sono chiamati in modi diversi: khasmêrqubbamarqadmazār e maqam (Fig. 47a). Khasmêr e qubba sono tutti i mausolei con la cupola; qubba è usato solo nell’iscrizione di fondazione del mausoleo di Sheikh Shams a Memê Shivan. Marqad (luogo di riposo o luogo del sonno) è usato in molte iscrizioni. Mazār (luogo di pellegrinaggio) deriva dalla radice araba ziyara, ed è il termine maggiormente usato per i mausolei yazidi. Maqam (luogo di residenza) è un’altra parola usata per identificare i mausolei.

I mausolei hanno un solo piano, sono edifici autonomi e piccoli, di solito costruiti sulla cima di una collina, accanto a un albero sacro, o a rocce, grotte, sorgenti. Possono trovarsi in un cortile, in cui si trova il cimitero per i fedeli.

È difficile datare i mausolei, visto che ci sono poche iscrizioni che aiutino in questo. Alcuni sono stati restaurati recentemente, per cui non è possibile avere indicazioni sulla data della fondazione. Un’altra difficoltà nella datazione è data dalla mancanza di una variazione nello stile dell’architettura yazida.

La maggior parte degli edifici ha la pianta quadrata, che potrebbe essere derivata dai templi del fuoco di periodo sasanide, chiamati char taq (Hillenbrand 1994: 281; Fig. 47b). Hillenbrand sostiene che la forma quadrata dei mausolei Yazidi fosse appunto usata in questi templi sasanidi, che abbia poi influenzato l’architettura dei cristiani d’Oriente e successivamente anche l’architettura islamica e che abbia poi influenzato l’architettura yazida. Quindi, secondo Hillenbrand (1994: 290), la pianta quadrata dei mausolei Yazidi potrebbe essere derivata dall’architettura dei mausolei islamici di Mosul. La pianta quadrata del mausoleo di Sheikh ‘Adī è infatti simile alla pianta dei mausolei sciiti di Mosul e di Sinjar, costruiti durante il periodo degli Atabeg Zangidi (1149-1261).

La cupola conica è l’elemento più caratteristico dell’architettura funeraria yazida (Fig. 48). La parte interna della cupola è emisferica (Fig. 49): il semicerchio è posto su tamburo ottagonale, che fa da transizione tra il corpo dell’edificio e la copertura stessa. La cupola scanalata esterna è posta, come già menzionato, su un tamburo con più lati, e può avere più costolature, secondo le dimensioni del mausoleo e l’importanza della persona a cui l’edificio è dedicato. Il tamburo a scalini e il cono scanalato conferisce un senso di movimento al corpo quadrato dell’edificio. Il cono scanalato è solitamente sormontato da un globo dorato, chiamato hilêl, a cui sono legati dei pezzi di stoffa colorata (Fig. 50). Sulle facciate dell’edificio non ci sono finestre o archi ciechi, con l’eccezione di piccole aperture quadrate o rettangolari per l’areazione della stanza. La cupola conica scanalata è tipica dell’Iraq settentrionale e si pensa che la sua presenza nell’architettura yazida sia dovuta all’influenza dell’architettura di Mosul all’epoca di Badr al-Din Lu’lu, che viene associata alle cupole muqarnas, molto simili a quelle degli edifici yazidi. La maggiora parte dei mausolei ha cupole coniche con 20 costolature. Ci possono essere molteplici ragioni per la scelta di questo tipo di forma per la cupola. L’altezza della cupola e il suo orientamento verso il cielo potrebbero avere attirato i mistici yazidi del XII secolo, visto che avrebbero potuto vedere in questo la vicinanza a Dio. La scanalatura della cupola può essere anche interpretata come un simbolo del sole, in cui le costolature sono come i suoi raggi: e proprio al sole si volgono gli Yazidi quando pregano. Un’altra interpretazione riguarda la concezione del sole nel Sufismo: secondo questa corrente religiosa l’immagine del sole è legata agli uomini di religione, ossia gli sheikh e i pîr, che con la loro bontà illuminano come il sole i loro discepoli nella pratica della religione. La spiritualità della persona sepolta nel mausoleo continua inoltre a irradiarsi oltre la sua morte sui suoi discepoli, influenzandoli ancora con i suoi insegnamenti. Attraverso il suo accostamento al sole, l’architettura rappresenta quindi il luogo di venerazione del defunto sheikh o pîr.

La pianta rettangolare nei mausolei è la più frequente nella regione di Sheikhan. Può avere tre varianti: 1) semplice rettangolare (Fig. 51), 2) rettangolare, separata in due parti (Fig. 52), e 3) rettangolare con anticamera (Fig. 53a-c). Gli edifici di questo ultimo tipo sono presenti soprattutto in Anatolia. Tutti gli edifici del tipo 1) si trovano a Bozan e Lalish, che sono gli insediamenti yazidi più antichi, dove vissero i discepoli di ‘Adī. Risalgono al XII-XIII secolo. Alcuni studiosi ipotizzano che la pianta di tipo 1) sia stata influenzata dall’architettura delle chiese di questa area geografica, visto che gli Yazidi erano insediati qui dove già vivevano le comunità cristiane. Una variazione della pianta rettangolare è la combinazione della cupola a base quadrata e la pianta rettangolare, che richiama la pianta quadrata con copertura a cupola e con anticamera. In questa variante la camera sepolcrale è rettangolare e con cupola poliedrica, mentre l’anticamera ha il tetto piatto.

Le porte di questi edifici sono piccole, in modo che chi entra negli edifici debba piegare la testa entrando, esprimendo, quindi, rispetto (Fig. 54). Le porte sono rettangolari o a piattabanda. Una sola porta dà accesso all’edificio. La camera sepolcrale dei mausolei con anticamera ha solitamente due porte: una tra la camera e l’anticamera, posta nella parete settentrionale, e una sulla parete orientale. Questa è una peculiarità della regione di Sinjar.

Nell’architettura funeraria yazida un altro elemento importante sono le nicchie, che sono ricavate nelle pareti degli edifici, variano a seconda delle dimensioni di questi, e hanno una funzione ben precisa. Le nicchie sono solitamente piccole, rettangolari o quadrate, usate per alloggiarvi le lampade a olio, accese dai pellegrini per le loro preghiere. Nei mausolei di Sinjar si possono trovare anche delle colonne votive, alte un metro e chiamate stuna miraza (la colonna del principe), su cui sono posti gli stoppini da bruciare (Fig. 55).

I mausolei possono essere privi di decorazione o comunque averne poche: quelle che sono presenti richiamano motivi geometrici, vegetali o zoomorfici. Questi motivi sono scolpiti in rilievo sul marmo o sul gesso, nello spazio intorno alla porta (Fig. 56). Serpenti, leoni e volatili possono essere raffigurati sulle facciate, ma le figure umane non sono mai rappresentate (Fig. 57). Le facciate di tutti i mausolei dedicati a Sheikh Mand Pasha sono decorate con un’immagine di serpente (Açikyildiz 2015: 159): i suoi mausolei sono infatti efficaci contro i morsi di serpente (Açikyildiz 2015: 146).

Templi

I templi (nîshan) sono edifici di piccola dimensione, solitamente nel cortile dei mausolei o in cimiteri come edifici autonomi. Sono usati come memoriale per i santi defunti e per questa ragione si pensa che in essi si trovi lo spirito del defunto (Açıkyıldız 2015: 176). Non ci sono fonti di tipo storico o iscrizioni che permettano di datare questi edifici; si trovano nella regione di Sheikhan e a Sinjar.

I templi possono essere di tre tipi: 1) a pianta quadrata e cupola conica scanalata; 2) a pianta quadrata e cupola semplice circolare; 3) forma conica irregolare della cupola, somigliante a una stalagmite di argilla (Fig. 58). Il tipo 2) si trova nel cortile del mausoleo di Sheikh Sharaf al-Dīn a Sinjar, e ne è l’unico esemplare nell’area. I tipi 1 e 3 si trovano nei villaggi di Bozan e Beban. La caratteristica principale di questi templi è la presenza di nicchie per gli stoppini, come già menzionato per i mausolei. Anche nei templi zoroastriani ci sono le nicchie per gli stoppini da bruciare: alcuni studiosi (Açıkyıldız 2015: 177) hanno ipotizzato che quando Sheikh ‘Adī arrivò nella regione di Sheikhan, gli abitanti praticavano la religione zoroastriana e che i templi di questa religione fossero usate per rituali che prevedevano l’uso del fuoco.

Il Battistero

Nella tradizione yazida esiste un solo battistero, ossia il battistero di Kanîya Spî (la “sorgente bianca”) a Lalish (Fig. 59). Tutti gli Yazidi vengono battezzati in questo luogo, e questo può avvenire sia da neonati che da adulti, secondo le disponibilità economiche della famiglia.

L’edificio si trova nella parte sud-ovest del santuario di Sheikh ‘Adī; fa parte del complesso religioso e nel cortile antistante vi si tengono molti rituali e danze durante le varie feste religiose (Açıkyıldız 2015: 178). Il battistero ha una pianta rettangolare e consiste di tre stanze, corridoi di passaggio e anticamere a forma di īwān. Le tre stanze si chiamano Kanîya KeçkaKanîya Kurke e Kanîya Spî: sono rispettivamente la stanza per le ragazze, per i ragazzi, e per gli adulti. Al centro di ciascuna stanza si trova un bacino in pietra di forma quadrata, in cui è raccolta l’acqua della sorgente sacra. Tutte le stanze hanno la volta a botte visibile dall’interno, mentre dall’esterno il tetto è piatto: sono la stanza Kanîya Spî ha la cupola tipica dell’architettura yazida (Açıkyıldız 2015: 178).

Grotte

Le grotte si trovano a Lalish, Bozan e Dere Bûn, nelle vicinanze di un mausoleo. La grotta più rinomata si trova sotto il santuario di Sheikh Adī, ed è quella da cui sgorga la sorgente Zemzem, la sorgente sacra, quindi è accessibile solo agli Yazidi (Fig. 60). Nella grotta gli Yazidi fanno i berat, che sono piccole palline di terra del santuario mista all’acqua della sorgente: queste vengono poi distribuite ai pellegrini durante cerimonie e feste religiose.

Le grotte sono dedicate a Pîr Hemedî Boz, Pîr Mahmud, e Pîr Memê Shivan, e sono vicine le une alle altre nella valle di Lalish. La grotta di Pîr Hemedî Boz ha una pianta circolare, mentre le altre hanno una pianta semicircolare. Di fronte alle grotte si trova un’anticamera, in cui i pellegrini riposano dopo averle visitate. Nella grotta di Pîr Hemedî Boz e in quella di Pîr Memê Shivan si trova la colonna votiva (stûna mîraza), che i pellegrini abbracciano esprimendo desideri.

Pietre tombali

Le lapidi delle tombe yazide variano da regione a regione; nelle tombe il corpo del defunto è inumato, con la testa del defunto rivolta verso est. Le pietre tombali tradizionali sono piccole e posizionate sul lato corto della tomba in corrispondenza della testa. Un altro tipo di tomba è il sarcofago, che si trova principalmente in Armenia. Il tipo di sepoltura più comune ricorda la ziggurat ed è costruita con blocchi di pietra o di pietrisco bianco: si trova in Turchia e Armenia. Un altro tipo di tomba è costituito da un semplice piedistallo rettangolare con due lastre rettangolari, triangolari o semicircolari sul piedistallo: queste si trovano in Iraq settentrionale. Le pietre tombali zoomorfiche sono comuni in Armenia e possono essere in forma di cavalli, arieti, pecore o leoni (Fig. 61-62).